Come aprire serrature europee e porte blindate

Manuale su come aprire serrature europee e porte blindate

Intrufolarsi nei nostri appartamenti sta’ diventando uno sport molto in voga tra i malviventi. Per molti anni siamo stati rassicurati dalla solida certezza di buone porte blindate a protezione di casa nostra.

Ma tanto quanto corre il mondo e l’evoluzione tecnologica, altrettanto stanno correndo i ladri con tecniche sempre più sofisticate ed efficaci per violare facilmente quasi qualsiasi porta.

Negli ultimi anni ci siamo messi al riparo con le famose serrature europee e seppur sono ancora tante le porte con serrature di vecchia generazione, oggi i topi di appartamento hanno cominciato ad aggredire anche le nuove serrature.

Le tecniche a disposizione sono tante, eccone alcune:

Strappo del defender e del cilindro: (con tenaglie o tubi Innocenti) ciò è facilmente attuabile su defender e cilindri di vecchia generazione o di scarso valore. Per contrastare questa tecnica chiedere ad un tecnico altamente qualificato l’installazione di defender conici, provvisti di vaschetta antishock e fissati con viti ad alta resistenza. Mentre i cilindri devono essere di altissimo livello provvisti di solida barra antispezzamento. In ultimo è importante che la serratura sia dotata di trappola, la quale in caso di attacco brutale blocca irreversibilmente la serratura. La stessa dovrà essere sbloccata da personale adeguatamente formato e preparato.

Apertura con destrezza mediante tecnica del bumping: tecnica di apertura grazie all’uso di chiavi appositamente modificate che picchiettate nel cilindro fanno rimbalzare i perni dello stesso consentendo in pochi secondi la rotazione della chiave senza lasciare traccia e danni. Questa tecnica si scongiura con l’installazione di cilindri resistenti a tale tecnica.

Fresatura del defender e sradicamento del rotore del cilindro: tecnica mirata al taglio o rottura della feritoia di passaggio della chiave nel defender e conseguente asportazione del rotore di comando del cilindro grazie a un estrattore denominato “campana”. Vale sempre lo stesso consiglio, ovvero: defender e cilindri di altissimo livello.

Foratura della porta: Seppur protetta da ottimi cilindri e altrettanto resistenti defender, una serratura può essere violata grazie ad un semplice foro appena fuori della zona protetta dal defender per arretrare facilmente le mandate. Fate montare serrature con trazione ad ingranaggi.

Forzatura della porta: Tecnica di mera forzatura della porta con leve, cacciaviti, cunei e il famigerato “piede di porco”. Questa tecnica poco usata ha attuazione facile su porte di basso valore, costruite con lamiere molto sottili e con pochi punti di chiusura (queste porte sono quasi sempre acquistabili presso centri commerciali e catene di bricolage e a dispetto di un discreto impatto estetico, per poter garantire concorrenziali prezzi di vendita vengono costruite con materiali poverissimi). Fate montare solo porte di alta qualità con certificazione da “classe 3” in su.

Sradicamento della porta: Vero e proprio abbattimento della porta grazie all’uso di martinetti idraulici e cric di sollevamento (quelli usati solitamente per sostituire le ruote delle automobili). Questi strumenti vengono posizionati contro il muro opposto alla porta e grazie all’ausilio di pali, con la spinta sviluppata dal cric la porta si abbatte cadendo al suolo senza produrre neanche troppo rumore. Assicuratevi che il posatore della porta usi tasselli meccanici e/o chimici di adeguato dimensionamento, ancor meglio se il controtelaio viene fissato con punzoni saldati. Se la porta viene posata in fase di ristrutturazione edilizia è altamente consigliato l’ancoraggio del controtelaio con reti metalliche da annegare nella parete di fissaggio.

Il consiglio principale che posso darvi è quello di fare installare solo prodotti di eccellenza da specialisti certificati.

Oggi i migliori professionisti della sicurezza sono certificati da ICIM, per ora unico ente accreditatore per il settore serrature e casseforti. Affidatevi a loro e dormirete sonni tranquilli.

Giuseppe Terrusa

Tecnoferro

 

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